DIZIONARIO DELLE ARTI

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TRAMA
De Azùa non ha inteso assemblare un'opera di consultazione ma scrivere un saggio personale sulla trasformazione qualitativa che sta avendo luogo nell'arte. La forma del dizionario è congeniale per descrivere tale processo che si manifesta prima di tutto come disgregazione. Così questo saggio può essere letto tutto di seguito (essendo l'ordine delle voci come le note musicali di una partitura, e il suo ordine la composizione) ma anche in maniera frammentaria, prendendo qua è là e notando come tutte le voci, da Astrattismo a Wittgenstein, siano intonate ad alcune costanti e problematiche di fondo.

NOTE LIBRAIO
Brossura con alette. La differenza che passa tra “le arti” (i mestieri, la tecnica) e “l’Arte” (intesa come categoria trascendentale dell’estetica idealista) è un motivo centrale della modernità. È possibile tuttavia che l’Arte in senso hegeliano fosse un peso eccessivo per le spalle della rappresentazione e che l’attuale deriva - il divertimento - sia la conseguenza di una disillusione. L’Arte ha vestito i panni della Religione, della Scienza, della Filosofia e a lungo ha pensato se stessa come il luogo del significato assoluto, ma il contenuto di quel significato dopo gli anni dell’avanguardia si è dimostrato nullo, o almeno insufficiente. Arriverà un giorno in cui a nessuno importerà niente di questa faccenda chiamata "Arte" e il silenzio s’incaricherà di distruggere tutti i contenuti di questa nozione. Il libro nasce dall’inquietudine e dal disagio. Non potevo utilizzare gli strumenti abituali del saggio, per cui ho messo insieme un “dizionario” che permettesse di riunire, in successioni discontinue, una serie di frammenti, a volte complementari, a volte contraddittori. Cercavo di evitare l’unità del saggio, la sua vocazione pedagogica. Di fatto, ma con grandissima modestia, ho seguito il consiglio di Benjamin quando proponeva la tecnica del montaggio come strumento per la conoscenza della società di massa. Questo dizionario è un montaggio di illuminazioni discontinue.<br />«È probabile che I Soprano abbiano occupato il posto che una volta apparteneva a Goldoni: ciò non deve indurci al sarcasmo, ma a uno sforzo più intenso per comprendere quel che si nasconde sotto l’espressione "democrazia di massa"»

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9788876445590
  • Collana: L'ARTE E LE ARTI
  • Formato: Brossura
  • Pagine Arabe: 333
  • Traduttore: Cirillo Sirri T.