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Libro
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25,00 €
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NOTE LIBRAIO
«Al contrario di quanto altri hanno fatto, Alessandro Vicario ha scelto di non allargare lo<br />sguardo inscrivendo il Muro nel contesto in cui ora è conservato e ricordato, ma di<br />avvicinarsi il più possibile alla superficie di cemento armato considerandola una pelle da<br />osservare da vicino alla ricerca di segni, di allusioni, di simboli.<br />Il risultato è stato sorprendente perché le molte lastre fotografiche sono diventate altrettante<br />tappe di un percorso che si snoda nella meraviglia fino a rivelare un mondo quasi<br />sconosciuto anche se posto sotto gli occhi di tutti. Così, in un chiodo conficcato nel muro su<br />cui cola la ruggine come fosse uno schizzo di vernice si possono scorgere i confini di una<br />metafora mentre il colore che lentamente si sfoglia in mille frammenti azzurri lascia tracce in<br />cui possiamo forse riconoscere un profilo, uno sguardo, un volto di donna.<br />Il senso del tempo vive nelle immagini di Vicario. Il cemento non è quella materia inerte che<br />abbiamo immaginato: sulla sua superficie compaiono le porosità create dalla lunga<br />esposizione alle intemperie, le stesure omogenee di colore che generano formelle<br />monocromatiche, gli interventi di recupero grazie ai quali tutto torna liscio, pulito, grigio e<br />anonimo come quando era apparso agli autori dei graffiti.»<br />ROBERTO MUTTI – (dal testo critico nel volume)<br />ALTRE INFORMAZIONI
- Condizione: Nuovo
- ISBN: 9786009959136