• Genere: Libro
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Marsilio
  • Pubblicazione: 11/2014

COS'E IL TEATRO?!

16,50 €
TRAMA
Il ciclo di lezioni sul teatro che Carmelo Bene ha tenuto nel 1990 al Palazzo delle Esposizioni di Roma costituisce un esempio della sua modalità di approccio all'analisi. La domanda che segna la direzione di queste lezioni, di quello che Carmelo definisce un "raccontare tra sé e sé", è: "Che cos'è il teatro?!". La ricerca non si struttura attraverso un'analisi cronologica della storia del teatro, che sarebbe "imbecille" e misera, come tutto ciò che è passibile di diventare storia, ma parte dal riconoscere la confusione che da sempre si è fatta tra teatro e spettacolo. Come sostiene CB, mentre lo spettacolo è riscontrabile ovunque, in TV, dal fornaio, a Palazzo Chigi, il teatro non si è mai visto davvero. Il termine teatro può essere utilizzato propriamente, dunque, solo per definire lo spazio architettonico all'interno del quale si presenta una messa in scena. Essendo il teatro, infatti, essenzialmente un togliersi dalla scena, un farsi vuoto ed essere parlati, un essere osceni in senso etimologico. Lo spirito provocatore di Carmelo non risparmia di certo, in queste riflessioni, critiche a chi nella vita si comporta in maniera poco onesta: Bene getta fango sui critici e sui registi che definisce "talentati nei capelli", non trascurando note di demerito nei confronti di chi ha pensato un teatro che fosse testo e movimento, rimanendo ancorato alle categorie aristoteliche di luogo, spazio e azione.
NOTE EDITORE
La domanda che marca il senso di queste lezioni, di quello che Carmelo Bene definisce un "raccontare tra sé e sé", è: "Che cos'è il teatro?"

PREFAZIONE
Le osservazioni che si susseguono nelle lezioni sono sempre "vomitate" attraverso le parole di geniali pensatori o tramite le azioni dei grandi che hanno fatto "storia". Il suo spirito provocatore non risparmia critiche a chi si comporta in modo disonesto: getta fango su critici e registi che definisce "talentati nei capelli", non trascurando note di demerito nei confronti di chi ha pensato un teatro che fosse testo e movimento, rimanendo ancorato alle categorie aristoteliche di luogo, spazio e azione. Contemporaneamente riconosce a se stesso il "de-merito" di essere stato l'unico ad aver offerto degli attimi di vero teatro, attraverso l'eliminazione del linguaggio, del soggetto e dell'oggetto.

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9788831719407
  • Collana: GLI SPECCHI
  • Formato: Brossura
  • Pagine Arabe: 107