• Genere: Libro
  • Lingua: Italiano
  • Editore: MONDADORI
  • Pubblicazione: 10/2013

BASTA PIANGERE

14,90 €
TRAMA
"Non ho nessuna nostalgia del tempo perduto. Non era meglio allora. È meglio adesso. L'Italia in cui siamo cresciuti era più povera, più inquinata, più violenta, più maschilista di quella di oggi. C'erano nubi tossiche come a Seveso, il terrorismo, i sequestri. Era un Paese più semplice, senza tv a colori, computer, videogiochi. Però il futuro non era un problema; era un'opportunità." Aldo Cazzullo racconta ai ragazzi di oggi la storia della sua generazione e quella dei padri e dei nonni, "che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche a immaginare. Hanno combattuto guerre, abbattuto dittature, ricostruito macerie. Hanno fatto di ogni piccola gioia un'assoluta felicità anche per conto dei commilitoni caduti nelle trincee di ghiaccio o nel deserto. Mia bisnonna sposò un uomo che non aveva mai visto: non era la persona giusta con cui lamentarmi per le prime pene d'amore. Mio nonno fece la Grande Guerra e vide i suoi amici morire di tifo: non potevo lamentarmi con lui per il morbillo. L'altro nonno da bambino faceva a piedi 15 chilometri per andare al lavoro perché non aveva i soldi per la corriera: come lamentarmi se non mi compravano il motorino?". I nati negli anni Sessanta non hanno vissuto la guerra e la fame; ma sapevano che c'erano state. Hanno assorbito l'energia di un Paese che andava verso il più anziché verso il meno. Hanno letto il libro Cuore, i romanzi di Salgari, Pinocchio, i classici. Non hanno avuto le opportunità dell'era digitale...

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9788804633457
  • Collana: STRADE BLU
  • Dimensioni: 211 x 23 x 154 mm
  • Formato: Brossura
  • Pagine Arabe: 138


COMMENTI
21/11/2013 di new.wal59 Potrebbe essere un ottimo libro di testo per i ragazzi. Aiuterebbe loro a comprendere che l'inevitabile involuzione del loro stile di vita, delle loro certezze, sarà comunque poca cosa in confronto a ciò che abbiamo vissuto noi "post-bellici"