La giovanissima autrice è stata capace di immaginare la creazione di
un mostro per mano dell’uomo, il celebre dottor Victor Frankenstein, realizzando, così, un’allegoria che verrà riproposta e usata, negli anni successivi, come mezzo per manifestare i sentimenti più cupi e le paure dell’animo umano. La riflessione della Shelley verte anche sull’etica della vita e della morte, sul senso di
onnipotenza che deriva dalle potenzialità della tecnologia in evoluzione.
Nonostante siano trascorsi quasi due secoli dalla sua pubblicazione, il mostro del dottore resta uno dei personaggi più noti della
letteratura britannica e ciò lo si deve alla mente geniale e all’estro creativo della Shelley.
La scrittrice, inoltre, è nota per essere stata la moglie di un altro importante scrittore inglese dell’epoca,
Percy Bysshe Shelley, di cui ha preso il cognome. L’autrice lavora alla revisione delle poesie del marito, dando un ulteriore contributo alla letteratura mondiale.
Solo negli ultimi anni, la personalità letteraria della Shelley è stata rivista sotto una nuova luce e altri suoi scritti sono stati rivalutati e studiati, come il romanzo autobiografico
Matilda e una delle sue ultime opere,
Il segreto di Falkner.