Nato a Praga nel 1883, Kafka cresce a cavallo di due secoli nel Regno di Boemia e parla tedesco e ceco, le due lingue della capitale. Nonostante il lavoro in una compagnia di assicurazioni gli prenda molto tempo, il giovane Kafka non riesce a trattenersi dallo scrivere: si dedica alla scrittura nel tempo libero, coltivando l’esercizio con le sue lettere ai parenti e dando voce alla sua
irrefrenabile vocazione.
La maggior parte delle opere di Kafka sono pubblicate postume, come nel caso de
Il processo e
America, e l’autore non farà mai della scrittura la sua unica professione. Ciononostante, pubblica racconti e romanzi tra cui i più celebri restano
La metamorfosi e
Un medico di campagna.
Nei suoi scritti, non sempre di facile comprensione, Kafka tesse i fili dell’introspezione, della riflessione sul
conflitto che l’uomo si trova ad affrontare, diviso tra una vita quotidiana desolante e la ricerca dell’universale.
Per descrivere
l’importanza e il peso, ma anche quanto è forte e incisivo l’immaginario creato nell’opera dall’autore, basta pensare al termine “kafkiano”, ormai entrato nell’uso anche in lingua italiana, usato per indicare tutto ciò che è paradossale e assurdo, spaventoso e angoscioso.