Se solo il mio cuore fosse pietra di Titti Marrone è un romanzo corale, dove venticinque vite si intrecciano e rifioriscono.
Le venticinque vite in questione di cui si racconta in
Se solo il mio cuore fosse pietra di Titti Marrone sono quelle di venticinque bambini ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento e poi agli orfanotrofi, alle fughe e ai nascondigli.
Ambientato nel 1945, protagoniste di Se solo il mio cuore fosse pietra di Titti Marrone sono due donne, Anna Freud e Alice Goldberger che gestiscono una casa di campagna, il cottage di Lingfield.
Anna Freud ha un cognome noto: è la figlia del padre della psicanalisi Sigmund Freud.
Il Cottage, appartenuto a Sir Benjamin Drage, non è sempre stato una residenza per reduci, ma lo è diventato alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Quello di cui narra Se solo il mio cuore fosse pietra di Titti Marrone è un progetto di rinascita portato avanti da Anna e Alice tra accoglienza e terapia. Sotto la supervisione di Anna, Alice e i suoi collaboratori creano infatti un centro multidisciplinare in cui si dà largo spazio alla pedagogia, all'arteterapia, alla psicologia infantile.
Le discipline e gli studi vengono messi al servizio dei venticinque bambini reduci ciascuno da una storia terribile.
Se solo il mio cuore fosse pietra di Titti Marrone è una storia di rispetto della vita umana e del bambino come piccolo individuo: passano le stagioni e man mano i bambini si riappropriano di fiducia, autostima. speranza.
Se solo il mio cuore fosse pietra di Titti Marrone un bellissimo e intenso romanzo storico che si basa su documentazioni, diari e lettere.
Una pagina di storia che appassionerà i lettori che hanno apprezzato
Il treno dei bambini o
Buonanotte signor Tom.
Recensione di Stefania C.