Una Lacrima Di Blu . Colori, Tessuti, Imprese - Giavini Luigi | Libro Nomos Edizioni 01/2012 - HOEPLI.it


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giavini luigi - una lacrima di blu . colori, tessuti, imprese

UNA LACRIMA DI BLU . COLORI, TESSUTI, IMPRESE La Memoria del Lavoro nelle Parole di Ieri




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Pubblicazione: 01/2012





Note Libraio

Le mutate condizioni economiche del mondo globale sono un fattore non trascurabile del rinnovato interesse per la nostra storia tessile. La riscoperta e lo studio di bellissime stampe su tessuto e di ricette di tintoria, tornate in auge sull'onda delle richieste di tinture con coloranti vegetali, hanno riportato nella giusta luce il fascino di un settore manifatturiero antico quanto l'umanità. Luigi Giavini, con le sue poetiche e ironiche pagine, ci riporta indietro negli anni e ripete l'incantesimo del suo grande Raso da 8. Una storia cotoniera infinita. Come allora, la sua magica "macchina del tempo" ci riporta ad anni in cui la quotidianità dei bustocchi era imperniata su quella sequenza di fasi di produzione del tessile che oggi chiamiamo "filiera": filatura, tessitura, tintura, stamperia, confezione e spedizione si svolgevano tutte nella nostra terra, compreso l'allevamento casalingo dei bachi da seta. Giavini ci parla delle attività domestiche di un tempo - umili e modeste, ma svolte sempre con grande dignità - in cui gli uomini e le donne alternavano al lavoro nei campi il lavoro al telaio; descrive le "magie" dei tintori che con la natura, prima, e con la chimica, poi, trasformavano i tessuti più vari in un arcobaleno di colori; ricorda grandi realtà industriali che hanno dato fama e ricchezza a Busto portando in tutto il mondo creazioni tessili di gran pregio. Ma soprattutto riscatta dall'oblio argute espressioni dialettali, che ripropone insieme a detti e proverbi nati dalle lavorazioni tessili di un tempo. In questo viaggio a ritroso ci si sorprende spesso a sorridere, rileggendo espressioni tipiche che pensavamo di aver dimenticato o che ricordavamo pur non conoscendone l'origine. Ma c'è un aspetto che più di altri va posto in evidenza. Riguarda la prospettiva peculiare di Giavini, differente da quella di quasi tutti gli scrittori del tessile che fu. È la speranza. Altri scrivono di com'era e di come non sarà più. Giavini scrive di com'era e di come potrà ancora essere. Oggi ci sono il rimpianto, laLe mutate condizioni economiche del mondo globale sono un fattore non trascurabile del rinnovato interesse per la nostra storia tessile. La riscoperta e lo studio di bellissime stampe su tessuto e di ricette di tintoria, tornate in auge sull'onda delle richieste di tinture con coloranti vegetali, hanno riportato nella giusta luce il fascino di un settore manifatturiero antico quanto l'umanità. Luigi Giavini, con le sue poetiche e ironiche pagine, ci riporta indietro negli anni e ripete l'incantesimo del suo grande Raso da 8. Una storia cotoniera infinita. Come allora, la sua magica "macchina del tempo" ci riporta ad anni in cui la quotidianità dei bustocchi era imperniata su quella sequenza di fasi di produzione del tessile che oggi chiamiamo "filiera": filatura, tessitura, tintura, stamperia, confezione e spedizione si svolgevano tutte nella nostra terra, compreso l'allevamento casalingo dei bachi da seta. Giavini ci parla delle attività domestiche di un tempo - umili e modeste, ma svolte sempre con grande dignità - in cui gli uomini e le donne alternavano al lavoro nei campi il lavoro al telaio; descrive le "magie" dei tintori che con la natura, prima, e con la chimica, poi, trasformavano i tessuti più vari in un arcobaleno di colori; ricorda grandi realtà industriali che hanno dato fama e ricchezza a Busto portando in tutto il mondo creazioni tessili di gran pregio. Ma soprattutto riscatta dall'oblio argute espressioni dialettali, che ripropone insieme a detti e proverbi nati dalle lavorazioni tessili di un tempo. In questo viaggio a ritroso ci si sorprende spesso a sorridere, rileggendo espressioni tipiche che pensavamo di aver dimenticato o che ricordavamo pur non conoscendone l'origine. Ma c'è un aspetto che più di altri va posto in evidenza. Riguarda la prospettiva peculiare di Giavini, differente da quella di quasi tutti gli scrittori del tessile che fu. È la speranza. Altri scrivono di com'era e di come non sarà più. Giavini scrive di com'era e di come potrà ancora essere. Oggi ci sono il rimpianto, laLe mutate condizioni economiche del mondo globale sono un fattore non trascurabile del rinnovato interesse per la nostra storia tessile. La riscoperta e lo studio di bellissime stampe su tessuto e di ricette di tintoria, tornate in auge sull'onda delle richieste di tinture con coloranti vegetali, hanno riportato nella giusta luce il fascino di un settore manifatturiero antico quanto l'umanità. Luigi Giavini, con le sue poetiche e ironiche pagine, ci riporta indietro negli anni e ripete l'incantesimo del suo grande Raso da 8. Una storia cotoniera infinita. Come allora, la sua magica "macchina del tempo" ci riporta ad anni in cui la quotidianità dei bustocchi era imperniata su quella sequenza di fasi di produzione del tessile che oggi chiamiamo "filiera": filatura, tessitura, tintura, stamperia, confezione e spedizione si svolgevano tutte nella nostra terra, compreso l'allevamento casalingo dei bachi da seta. Giavini ci parla delle attività domestiche di un tempo - umili e modeste, ma svolte sempre con grande dignità - in cui gli uomini e le donne alternavano al lavoro nei campi il lavoro al telaio; descrive le "magie" dei tintori che con la natura, prima, e con la chimica, poi, trasformavano i tessuti più vari in un arcobaleno di colori; ricorda grandi realtà industriali che hanno dato fama e ricchezza a Busto portando in tutto il mondo creazioni tessili di gran pregio. Ma soprattutto riscatta dall'oblio argute espressioni dialettali, che ripropone insieme a detti e proverbi nati dalle lavorazioni tessili di un tempo. In questo viaggio a ritroso ci si sorprende spesso a sorridere, rileggendo espressioni tipiche che pensavamo di aver dimenticato o che ricordavamo pur non conoscendone l'origine. Ma c'è un aspetto che più di altri va posto in evidenza. Riguarda la prospettiva peculiare di Giavini, differente da quella di quasi tutti gli scrittori del tessile che fu. È la speranza. Altri scrivono di com'era e di come non sarà più. Giavini scrive di com'era e di come potrà ancora essere. Oggi ci sono il rimpianto, la







Altre Informazioni

ISBN:

9788888145921

Condizione: Nuovo
Collana: Nomos Edizioni
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 160






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