Nel Blu Tra Il Cielo E Il Mare - Abulhawa Susan | Libro Feltrinelli 02/2015 - HOEPLI.it


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abulhawa susan - nel blu tra il cielo e il mare

NEL BLU TRA IL CIELO E IL MARE




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Feltrinelli

Pubblicazione: 02/2015





Descrizione

Una Casa degli spiriti senza tetto e pareti, estirpati dalla violenza della guerra.
Una Masseria delle allodole di terra palestinese.

Susan Abulhawa ci porta per mano nella vita di una famiglia di palestinesi, vittima della forza brutale della Storia. Un tuffo nel cuore della storia più vera e drammatica della Palestina raccontata da una voce commovente che non può lasciare indifferente il lettore.




Note Editore

Il romanzo si apre con una voce narrante, quella di Khaled, bambino di dieci anni la cui morte è vicina. Prima di entrare definitivamente nel blu, lo spazio-tempo degli spiriti, racconta la sua storia e quella delle donne della sua famiglia.
Una storia che si apre molti anni prima, a Beit Daras, sulla via diretta che dalla Palestina conduce verso il Cairo. Lì vivono Umm Mamdouh con le figlie Nazmiyeh e Mariam e il figlio Mamdouh. La donna è tristemente nota nella zona per non avere un marito e temuta per il suo essere in connessione col mondo degli spiriti. Poi il disastro, è il 1948, l'anno della Nakbah, e la famiglia, cacciata dal paesino dai bombardamenti israeliani, subisce le prime perdite: Mariam è uccisa, Nazmiyeh stuprata e Mamdouh ferito gravemente a una gamba. La madre scatena il djinn contro gli invasori, uccidendone molti prima di soccombere a sua volta. Per i sopravvissuti comincia la dura esistenza di profughi: Mamdouh si trasferisce all'estero in cerca di fortuna e finisce negli Usa con la moglie. Ha un figlio che morirà giovane, dopo aver rinnegato le sue origini arabe, e che gli lascerà un'amatissima nipotina, Nur. Nazmiyeh scopre di essere incinta e sa che il figlio è frutto dello stupro: con il sostegno del marito decide di tenerlo (Mazen diventerà un leader della lotta palestinese, torturato e incarcerato per oltre vent'anni); col tempo arrivano altri nove figli tra cui l'unica femmina Alwan, a sua volta l'erede della speciale capacità di sentire e vedere i djinn della famiglia.
Nonostante le terribili, e veritiere, vicende che nei settant'anni successivi animano la vita delle donne di questa famiglia, la speranza sembra non abbandonarle mai e nel finale si intravede una possibilità di salvezza.




Prefazione

Il realismo magico si fonde magistralmente con la dolorosa violenza della Storia. Susan Abulhawa scrive una saga familiare che emoziona e rapisce, che ci fa immergere in un mondo arabo fatto di vita vera, di gesti legati alla quotidianità, alla vita domestica, alla vita delle donne.




Trama

Il romanzo si apre con la voce narrante di Khaled, bambino di dieci anni la cui morte è vicina. Prima di entrare definitivamente nel blu, lo spazio-tempo degli spiriti, racconta la sua storia e quella delle donne della sua famiglia. Una storia che ha inizio settant'anni prima, a Beit Daras, sulla via che dalla Palestina conduce verso Il Cairo. Lì vivono Umm Mamduh con le figlie Nazmiyeh e Mariam e il figlio Mamduh. Umm Mamduh è tristemente nota per non avere un marito e temuta perché comunica con il mondo degli spiriti. Poi il disastro: nel 1948, l'anno della Nakba, la famiglia è costretta dai bombardamenti israeliani a lasciare il paesino, Mariam viene uccisa, Nazmiyeh stuprata e Mamduh ferito gravemente a una gamba. Umm Mamduh scatena il ginn Sulayman contro gli invasori, uccidendone molti prima di soccombere a sua volta. Per i sopravvissuti comincia la dura vita da profughi: Mamduh si trasferisce con la moglie negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Ha un figlio che morirà giovane, dopo aver rinnegato le sue origini arabe, e che gli lascerà un'amatissima nipotina, Nur. Nazmiyeh scopre di essere incinta e sa che il figlio è frutto dello stupro: con il sostegno del marito decide di tenerlo. Nascerà Mazen, che diventerà un leader della lotta palestinese, incarcerato e torturato per oltre vent'anni. Arriveranno altri dodici figli, tra cui l'unica femmina, Alwan, la sola della famiglia ad aver ereditato il potere di interagire con il mondo degli spiriti...




Autore

Susan Abulhawa è nata nel 1970 da una famiglia palestinese in fuga dopo la Guerra dei Sei giorni e ha vissuto i suoi primi anni in un orfanotrofio di Gerusalemme. Adolescente, si è trasferita negli Stati Uniti, dove si è laureata in Scienze biomediche e ha avuto una brillante carriera nell'ambito della medicina. Vive in Pennsylvania. Autrice di numerosi saggi sulla Palestina, per cui è stata insignita nel 2003 del premio Edna Andrade, ha fondato l'associazione Playgrounds for Palestine, che si dedica ai bambini dei Territori Occupati. I suoi articoli sono apparsi su numerose testate, tra le quali "The Huffington Post", "Chicago Tribune" e "The Christian Science Monitor". Il suo primo romanzo, Ogni mattina a Jenin, bestseller internazionale, è stato pubblicato in ventidue paesi. Scrive per il "Corriere della Sera".







Altre Informazioni

ISBN:

9788807031267

Condizione: Nuovo
Collana: I NARRATORI
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 331
Traduttore: Rota Sperti S.






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