«Se penso al tempo trascorso a Serrastretta sin dalla mia infanzia, l'immagine che ho stampata nella memoria di mio nonno lo raffigura in tenuta da lavoro, con i pantaloni sporchi di cemento e polvere, la classica abbronzatura "da muratore" e i cappellini di carta che usava per proteggersi dal sole estivo. Quando a metà mattina delle calde e profumate estati silane raggiungevo casa dei nonni, nonno era già in cantiere da qualche ora, ma a mezzogiorno, puntuale, tornava per il pranzo. Nonna gli faceva trovare un bel piattone di pasta fumante e lui stesso riempiva dalla sua cantina una bottiglia di vino, perché un buon bicchiere di rosso non poteva mancare. [...] In questo libro, che sono fiera di aver potuto leggere in anteprima e di averne potuto curare la pubblicazione, il mio caro nonno lascia una testimonianza diretta della sua lunga esperienza lavorativa, di un tipo di edilizia che nel tempo è stata superata da nuove tecniche costruttive e nuovi materiali, non sempre validi come in passato[...]» (dalla prefazione)