L'immagine Di Una Citta' . Scultura Decorativa A Trieste Nell' Ottocento - De Grassi Massimo | Libro Edizioni Della Laguna 05/2015 - HOEPLI.it


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de grassi massimo - l'immagine di una citta' . scultura decorativa a trieste nell' ottocento

L'IMMAGINE DI UNA CITTA' . SCULTURA DECORATIVA A TRIESTE NELL' OTTOCENTO




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Pubblicazione: 05/2015





Note Libraio

“L’assassinio di Giovanni Winckelmann, perpetrato a Trieste da un avventuriero - e fu il primo avvenimento che facesse suonare il nome di cotesta città per tutta Europa - parve, in tanto orrore suscitato, lasciare ai triestini l’eredità di un culto espiatorio”: così Silvio Benco, in un celebre articolo pubblicato nel 1926 sulle colonne di “Dedalo”, ricordava una delle ragioni per cui la città, nella prima parte dell’Ottocento, assunse quella che lui stesso definiva “fisionomia neoclassica”. Di certo fino al momento di quel fatto di sangue lo sviluppo urbano della città giuliana non aveva ancora avuto una fisionomia propria e il carattere degli edifici che si andavano costruendo non era certo degno di nota di un manuale d’architettura, con l’eccezione di qualche esempio urbano e di alcune ville suburbane, che spesso però conservano, o conservavano, elementi formali del linguaggio barocco: di fatto all’inizio dell’Ottocento non esistevano nel panorama triestino edifici realizzati col rigore del linguaggio neoclassico. Dalle documentazioni d’archivio, dagli esempi superstiti e dalla testimonianza di Giuseppe Righetti sappiamo infatti che la qualificazione estetico-formale dei prospetti principali, nelle edificazioni private di maggior pregio, era limitata al portone d’ingresso, quasi sempre ad arco con il concio di chiave a ‘mascherone’, in genere sormontato da un balcone con monofora o trifora. Proprio Righetti, chiosava la prefazione ai suoi Cenni storici con un’annotazione forse scontata ma tutt’altro che indifferente per la Trieste dell’Ottocento: “L’esteriore degli edifici costituisce la fisionomia delle città, il sentimento estetico pubblico: dalla sontuosità e dalla venustà degli edifici, si riflette lo splendore, l’intelligenza del cittadino ed il genio delle arti”. E proprio dal progressivo cementarsi di questa visione estetica e della sua condivisione sempre più diffusa a livello cittadino che si dipana la vicenda che si cercherà di sintetizzare nelle pagine di questo libro.







Altre Informazioni

ISBN:

9788883453922

Condizione: Nuovo
Collana: Edizioni della Laguna
Pagine Arabe: 143






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