Io so perché canta l’uccello in gabbia di
Maya Angelou è un libro divenuto classico per quanto riguarda argomenti come il racconto del razzismo e l’affermazione femminile della propria libertà.
Maya Angelou, mancata nel 2014, è stata un’importante intellettuale, figura poliedrica tra la scrittura, l’arte, l’insegnamento, la danza e il teatro. Simbolo di autoaffermazione e di diritto alla libertà, la figura di
Maya Angelou è tornata alla ribalta grazie a un tributo che le è stata offerto da una giovane poetessa.
Io so perché canta l’uccello in gabbia è l’autobiografia della
Angelou.
Pubblicato nel 1969, si tratta di un racconto doloroso e insieme di speranza in cui l’autrice ripercorre le tappe della sua vita: dalla nascita nel Missouri alla difficile situazione famigliare che ha segnato profondamente la sua vita. Fuori dalla dimensione domestica la Angelou si è scontrata anche con il razzismo cui ha dovuto far fronte. Un racconto che si muove tra la prosa asciutta e le vivide coloriture tipiche di chi sa dare alla poesia il ruolo di portavoce.
Per
Maya Angelou la figura dell’uccello, in gabbia o planante, che leva il suo canto libero o che anela ad esso, è la più pura metafora della libertà e della sua espressione.
Dice così la dedica posta all’inizio di
Io so perché canta l’uccello in gabbia:
“a tutti gli uccelli neri della speranza
che sfidano la sorte avversa
innalzando il loro canto”
Ed è stato proprio un richiamo alla libertà quello che le stato fatto come delicato tributo dalla poetessa
Amanda Gorman: il giorno dell’insediamento di
Biden alla Casa Bianca, la giovane attivista ha letto alcuni passi di una sua poesia mentre sulla sua mano spiccava un anello raffigurante un uccello in gabbia.
La citazione-tributo è stata proprio dedicata a
Io so perché canta l’uccello in gabbia di
Maya Angelou.
Il tempo è maturo perché il pubblico riscopra questa autrice.
Noi mettiamo
Io so perché canta l’uccello in gabbia sullo stesso scaffale con
Amatissima di
Toni Morrison,
Americanah di
Chimamanda Ngozi Adichie,
Ragazza, donna, altro di
Bernardine Evaristo,
Il colore viola di
Alice Walker.
Recensione di Stefania C.