Il Fasto E La Ragione . Arte Del Settecento A Firenze - Sisi C. (Curatore); Spinelli R. (Curatore) | Libro Giunti Editore 03/2009 - HOEPLI.it


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sisi c. (curatore); spinelli r. (curatore) - il fasto e la ragione . arte del settecento a firenze

IL FASTO E LA RAGIONE . ARTE DEL SETTECENTO A FIRENZE Firenze, Galleria degli Uffizi, 30 maggio - 30 settembre 2009.

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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Pubblicazione: 03/2009





Trama

Catalogo della mostra ''Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze'': Firenze, Galleria degli Uffizi, 30 maggio-30 settembre 2009. Un itinerario di storia e di gusto attraverso il secolo che vide la fine della dinastia medicea e l'affacciarsi della città alla cultura dell'Illuminismo. Un'occasione preziosa per scoprire, attraverso l'esibizione di opere in parte inedite, provenienti da musei e collezioni italiane e straniere, un'epoca della civiltà fiorentina che viene oggi ripercorsa comprendendo, fra il fasto del gusto tardo barocco e la ragione che determinò gli esiti del Neoclassicismo, tutte le manifestazioni artistiche alimentate dalle committenze granducali - medicee prima lorenesi poi - ma anche dall'ingegno di raffinati intendenti i quali rinnovarono l'immagine di Firenze allineandola agli indirizzi culturali ed estetici dell'Europa illuminista.




Note Libraio

Con l'estinguersi della dinastia medicea (1743), Firenze non perse il suo prestigio di capitale della cultura e delle arti grazie al successivo governo dei Lorena, che conferì alla città il profilo internazionale richiesto dalla politica dell'Illuminismo. La mostra è la prima panoramica complessiva dei principali eventi artistici del Settecento a Firenze. Si tratta di 120 tra dipinti, sculture, oggetti e arredi delle grandi decorazioni pubbliche e private, opere che ripercorrono l'intero secolo registrando in chiave spettacolare le oscillazioni del gusto dal tardo barocco al neoclassicismo. L'esposizione inizia dalle committenze di Cosimo III e del Gran Principe Ferdinando de' Medici che aprono la città ad artisti forestieri come Sebastiano Ricci e Giuseppe Maria Crespi. Favoriscono la scultura (con personalità come Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi) e sviluppano le manifatture degli arazzi e delle pietre dure. In questo contesto, le famiglie dell'aristocrazia fiorentina svolgono un ruolo di grande evidenza: i Gerini per la diffusione del vedutismo, i Ginori per la celebre manifattura delle porcellane di Doccia, i Corsini per la loro costante relazione con la Roma pontificia. Tutti episodi che contribuiscono a definire l'immagine di una città vitale e aggiornata, crocevia di molte esperienze e laboratorio di originali produzioni artistiche. Estinti i Medici, Pietro Leopoldo di Lorena trasferisce in Toscana la versione europea del rococò e del neoclassicismo, e lo spirito riformista imposto dalle teorie illuministe anche nelle arti figurative. A Firenze si forma così una nuova élite di committenti fra cui spiccano i residenti stranieri (ad esempio l'inglese Horace Mann). Anche grazie a loro, Firenze diviene tappa obbligata del grand tour. Gli artisti toscani ne ricevono vantaggi, soprattutto i moderni vedutisti (tra gli altri l'inglese naturalizzato Thomas Patch e Giuseppe Zocchi). I viaggiatori stranieri preferiscono il repertorio delle galanterie e delle vedute tradotte in pietre dure dal riCon l'estinguersi della dinastia medicea (1743), Firenze non perse il suo prestigio di capitale della cultura e delle arti grazie al successivo governo dei Lorena, che conferì alla città il profilo internazionale richiesto dalla politica dell'Illuminismo. La mostra è la prima panoramica complessiva dei principali eventi artistici del Settecento a Firenze. Si tratta di 120 tra dipinti, sculture, oggetti e arredi delle grandi decorazioni pubbliche e private, opere che ripercorrono l'intero secolo registrando in chiave spettacolare le oscillazioni del gusto dal tardo barocco al neoclassicismo. L'esposizione inizia dalle committenze di Cosimo III e del Gran Principe Ferdinando de' Medici che aprono la città ad artisti forestieri come Sebastiano Ricci e Giuseppe Maria Crespi. Favoriscono la scultura (con personalità come Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi) e sviluppano le manifatture degli arazzi e delle pietre dure. In questo contesto, le famiglie dell'aristocrazia fiorentina svolgono un ruolo di grande evidenza: i Gerini per la diffusione del vedutismo, i Ginori per la celebre manifattura delle porcellane di Doccia, i Corsini per la loro costante relazione con la Roma pontificia. Tutti episodi che contribuiscono a definire l'immagine di una città vitale e aggiornata, crocevia di molte esperienze e laboratorio di originali produzioni artistiche. Estinti i Medici, Pietro Leopoldo di Lorena trasferisce in Toscana la versione europea del rococò e del neoclassicismo, e lo spirito riformista imposto dalle teorie illuministe anche nelle arti figurative. A Firenze si forma così una nuova élite di committenti fra cui spiccano i residenti stranieri (ad esempio l'inglese Horace Mann). Anche grazie a loro, Firenze diviene tappa obbligata del grand tour. Gli artisti toscani ne ricevono vantaggi, soprattutto i moderni vedutisti (tra gli altri l'inglese naturalizzato Thomas Patch e Giuseppe Zocchi). I viaggiatori stranieri preferiscono il repertorio delle galanterie e delle vedute tradotte in pietre dure dal riCon l'estinguersi della dinastia medicea (1743), Firenze non perse il suo prestigio di capitale della cultura e delle arti grazie al successivo governo dei Lorena, che conferì alla città il profilo internazionale richiesto dalla politica dell'Illuminismo. La mostra è la prima panoramica complessiva dei principali eventi artistici del Settecento a Firenze. Si tratta di 120 tra dipinti, sculture, oggetti e arredi delle grandi decorazioni pubbliche e private, opere che ripercorrono l'intero secolo registrando in chiave spettacolare le oscillazioni del gusto dal tardo barocco al neoclassicismo. L'esposizione inizia dalle committenze di Cosimo III e del Gran Principe Ferdinando de' Medici che aprono la città ad artisti forestieri come Sebastiano Ricci e Giuseppe Maria Crespi. Favoriscono la scultura (con personalità come Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi) e sviluppano le manifatture degli arazzi e delle pietre dure. In questo contesto, le famiglie dell'aristocrazia fiorentina svolgono un ruolo di grande evidenza: i Gerini per la diffusione del vedutismo, i Ginori per la celebre manifattura delle porcellane di Doccia, i Corsini per la loro costante relazione con la Roma pontificia. Tutti episodi che contribuiscono a definire l'immagine di una città vitale e aggiornata, crocevia di molte esperienze e laboratorio di originali produzioni artistiche. Estinti i Medici, Pietro Leopoldo di Lorena trasferisce in Toscana la versione europea del rococò e del neoclassicismo, e lo spirito riformista imposto dalle teorie illuministe anche nelle arti figurative. A Firenze si forma così una nuova élite di committenti fra cui spiccano i residenti stranieri (ad esempio l'inglese Horace Mann). Anche grazie a loro, Firenze diviene tappa obbligata del grand tour. Gli artisti toscani ne ricevono vantaggi, soprattutto i moderni vedutisti (tra gli altri l'inglese naturalizzato Thomas Patch e Giuseppe Zocchi). I viaggiatori stranieri preferiscono il repertorio delle galanterie e delle vedute tradotte in pietre dure dal ri







Altre Informazioni

ISBN:

9788809743755

Condizione: Nuovo
Collana: CATALOGHI ARTE
Pagine Arabe: 352






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