"Confianza" ("Fiducia") non è l'ultima raccolta di Pedro Salinas: scritta tra il 1942 e il 1944, quando Salinas si trovava già da sette anni in volontario esilio dalla Spagna che la guerra civile aveva sconvolto (e nel suo paese non avrebbe fatto più ritorno), rimase inedita fin dopo la sua morte e venne pubblicata solo nel 1955, anche grazie alle cure dell'amico e grande poeta Jorge Guillén. Fu proprio Guillén a estendere all'intera raccolta il titolo dell'ultima poesia contenuta, mettendo così in evidenza il senso e il tono di queste poesie. "Fiducia", infatti, nonostante la contemporanea tragedia della Seconda guerra mondiale: una fiducia che è in primo luogo verso l'arte poetica, cui Salinas si affida come a «un fenomeno quasi biologico nel grande ciclo della natura». Così nota Valerio Nardoni nella prefazione che accompagna questa sua prima traduzione italiana di una raccolta che può sorprendere proprio per la sua serenità d'ispirazione, perché «tutto in questo libro avviene - molto semplicemente - fra cielo e terra, in quella dimensione abitata a specchio da giardini di fiori e da eterei giardini celesti, percorsa dal vento e abitata dai canti degli uccelli: un panorama pieno di dinamiche, colori, forze contrastanti, voci, segni che si offrono alla lettura del poeta, il quale, dalla finestra privilegiata della poesia, si dispone a contemplare lo spettacolo della creazione, sempre in atto».