Dominicana - Cruz Angie | Libro Solferino 09/2020 - HOEPLI.it


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cruz angie - dominicana

DOMINICANA




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Solferino

Pubblicazione: 09/2020





Trama

Ana ha quindici anni, e non ha mai desiderato l'America. Vive a Santo Domingo, in campagna, con la sua famiglia, povera, rumorosa e dall'incerto futuro. La proposta di matrimonio di Juan Ruiz, che le promette una nuova vita a New York, è un'opportunità che non può perdere. È questa l'idea di sua madre, che vede in questa unione una via d'uscita non solo per Ana, ma per tutti i Canción. Non importa che il promesso sposo abbia il doppio dei suoi anni, non importa che non si sia mai parlato d'amore, fra loro due. Ana Ruiz, con un passaporto che le attribuisce diciannove anni, atterra a New York. Qui l'accolgono il gelo della città e quello di un appartamento al sesto piano di uno squallido condominio, una prigione domestica dove per Ana è impossibile sentirsi a casa. Lontana dai suoi affetti, schiacciata da un paesaggio urbano inospitale e soffocante, sperimenta nella più pesante solitudine la violenza di Juan. Logorata dalla nostalgia e dall'umiliazione, pensa soltanto alla fuga. Ma con César, suo cognato, diverso da Juan come lo sono il giorno e la notte, Ana scopre un'altra America. La sabbia di Coney Island, la Audubon Ballroom. La nuova vita dei suoi gustosi pastelitos, che diventano una fonte di reddito. L'inglese, per capire e farsi capire. La passione, finalmente. Ma questi momenti di felicità, così provvisori e indimenticabili, saranno il preludio alla più difficile delle scelte. Una storia in cui finzione e autobiografia si mescolano, mostrando con crudezza e ironia le ambiguità del Sogno Americano.




Recensione Libraio

Ana ha quindici anni quando viene organizzato in tutta fretta il suo matrimonio con Juan Ruiz, che è molto più grande di lei: con i suoi fratelli sta mettendo insieme del lavoro a New York e promette di portare Ana, e poi tutta la sua famiglia, a vivere lì.
Non è pronta per essere moglie, la protagonista di Dominicana: è poco più di una bambina, che sogna il suo compagno di scuola Gabriel e le corse in bicicletta con lui.
Ma non può opporsi, perché in ballo c’è la possibilità di salvare la sua famiglia dalla povertà e da un futuro incerto nella Repubblica Dominicana, dove i conflitti e le tensioni sono sempre più forti.
Siamo a metà degli anni 60 e per Ana non c’è scelta: le viene confezionato un abito rosa, e si ritrova truccata, sposata, con i documenti falsi, su un volo per New York.
Pretendi. Pretendi. Pretendi. La madre le insegna come mettere a frutto l’opportunità per se stessa e per tutti loro, che staranno in attesa di soldi, regali, e poi di una chiamata.
New York è la terra promessa, il paese di bengodi, dove tutto è facile, e Ana deve saperci fare con il suo matrimonio.

“Vai a New York e gli pulisci la casa e gli cucini il cibo che lo farà ritornare a casa tutte le sere. Non lasciarlo mai uscire con la camicia stropicciata. Ricordagli di farsi la barba e di tagliarsi i capelli. Tagliagli le unghie così che le altre donne sapranno che c’è qualcuno che si occupa di lui. Pretendi che ci mandi denaro. Pretendi che si occupi di te. E cerca sempre di sgraffignare qualche soldino per te.”

Il freddo l’assale quando atterra a New York, dove nevica, tutto è spaventosamente grande e ostile, le viene detto di non guardare in faccia nessuno, di non uscire mai senza Juan, di non aprire la porta. Il cielo azzurro di New York è diverso da quello di casa e taglia la pelle.
La realtà di Ana è un appartamentino lurido sulla Broadway, sempre sola, terrorizzata dal rientro a casa del marito, che risulta misogino, violento, e traditore. Altro che regali e soldi da mandare ai suoi: Ana vive nella paura di ciò che c’è dentro casa, le botte e le umiliazioni, e di ciò che c’è fuori casa, strade tutte uguali, dove è possibile perdersi, e pericoli continui. Senza sapere la lingua, senza contatti con nessuno, senza soldi Ana resiste, con una capacità di resilienza incredibile per la sua età, e si avvicina a César, il fratello di Juan, spirito libero e eccentrico, così diverso da lui.
Quando Juan deve rientrare in patria per salvare i suoi affari, Ana finalmente libera inizia a studiare inglese, va al cinema e in spiaggia con César, incontra i vicini, inizia persino a guadagnare qualche soldo cucinando per gli operai della fabbrica dove lavora il cognato. Ana impara a sentirsi bella, canta con i dischi di César, e si adatta all’energia, ai ritmi e ai suoni di New York.

“Il mio respiro si è finalmente sintonizzato con quello della città. Ne sento la musica. Un allarme antincendio, la sirena della polizia, un autobus che accosta alla fermata, il camion della spazzatura che fa retromarcia e così via. All’inizio erano rumori fortissimi, quasi insopportabili, che mi mettevano in allarme, ma adesso li trovo piacevoli, come la radio o la televisione, o la casa piena di gente. Forse a New York in così tanti vivono soli perché ci sono i suoi rumori che tengono compagnia”.

Per scrivere Dominicana, Angie Cruz si è ispirata alla vita di sua madre Dania, e con lei alle vicende di tutte le donne emigrate, che conoscono l’alienazione, l’isolamento, la difficoltà di integrarsi.
Una storia che continua a ripetersi, anche oggi, cosi come le strade di New York piene di manifestanti che chiedono giustizia e piangono Malcom X, ritornano ai nostri giorni, uguali, con la stessa forza e lo stesso furore.
Accanto al tema dell’integrazione, c’è quello (anch’esso costantemente attuale) della violenza domestica che irrompe e definisce con forza la realtà di tante realtà di donne, chiuse nel dolore delle loro quattro mura trasformate in prigione, senza possibilità di fuga e senza speranza di comprensione.
Leggere questo romanzo aiuta a capire, e a com-patire, a sentire insieme a Ana, Dania, e a totas las Dominicanas la paura, il senso di smarrimento continuo: la scrittura di Angie Cruz entra sotto pelle, fa male e spezza il respiro di chi legge, in un insieme di commozione e imbarazzo.

“E così questa è New York, dice con un sorrisetto debole.
Non preoccuparti, Mamá, mi ha resa forte”.


Recensione di Francesca Cingoli






Altre Informazioni

ISBN:

9788828204176

Condizione: Nuovo
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 384
Traduttore: Fochi L.






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