Un borgo antico, una casa isolata immersa in una vigna, profumo di mosto e terra smossa. Una cornice immobile, cristallizzata nel tempo. Qui scorre la vita di una piccola famiglia, madre, padre e figlio, scandita da abitudini sempre uguali, gesti simili a riti che confortano e accarezzano l'anima; la quiete è però turbata da una forza oscura e misteriosa che, di notte, terrorizza il bambino, solo nella sua stanza, risalendo da una botola del pavimento. Il padre, figura solida, conoscitore della fisica e di tutte le sue leggi, tenta di spiegare l'inquietante presenza con la razionalità, cercando di ricondurre la paura a fluttuazioni percettive e calcoli matematici. La casa è un corpo compatto sotto al quale qualcosa respira, un'alterazione della densità dell'aria che rende la stessa irrespirabile, soffocante. Un romanzo breve e carico di suspense, un'allegoria volta a svelare l'indistinta forma di un terrore ancestrale, un'esplorazione psicologica della paura infantile condotta attraverso la lente della scienza.