Jay Elliot è stato assunto personalmente da Steve Jobs, appena in tempo
per accompagnarlo nella storica visita al Centro di ricerca Xerox di
Palo Alto, un evento che cambiò la storia dell’informatica e non solo.
Come vicepresidente, Jay è stato il braccio destro di Steve nel ruolo di
responsabile operativo generale e responsabile della pianificazione
aziendale, dello sviluppo software e delle risorse umane.
Questo suo nuovo libro racconta, nei particolari, come Steve sceglieva e
motivava personalmente i dipendenti, e spiega come sia riuscito a
“passare” la sua visione all’intera azienda in modo che diventasse la
visione della Apple stessa. Elliot ricorda infatti che per Jobs
comunicare la visione alla squadra è importante quanto creare un nuovo
prodotto.
Steve Jobs usava lo slogan Pirates. Not the Navy! come metafora per il
monito a sperimentare modalità alternative di pensiero: Think Different.
In Apple quello slogan diventò un mantra: quattro parole che esprimono
il cuore di Apple e di Steve, e che sono alla base di questo libro e
della sua filosofia.
I lettori desiderano da Apple e dalla figura di Steve Jobs esempi
concreti per tradurre in pratica quei principi nella gestione di
un’azienda e del suo personale. Steve Jobs. La storia continua, risponde
a questa richiesta. È una guida per cambiare mentalità e diventare più
simili a lui: più bravi a riunire e capitanare team di lavoro di
“pirati” capaci di vera innovazione.
Il libro ha lo stesso andamento del precedente, ovvero racconta gli anni
di Elliot in Apple con uno stile narrativo e informale. Un libro
positivo e “ottimista”, senza rinunciare al realismo sulle abilità
necessarie per essere un leader. I passi che conducono dal sogno alla
realtà sono enunciati e illustrati con chiarezza, con l’ausilio di molti
esempi e testimonianze tratti dal mondo reale di Apple.
La leadership di Jobs è complessa come la sua biografia e resta immensa
anche dopo la sua fine. Non si può copiare. Ma rivissuta attraverso le
parole di coloro che lo hanno conosciuto a fondo, può forse consentire
ai lettori di ritrovare in se stessi quella forza concreta e indicibile
che li può condurre a occuparsi di ciò che amano per costruire qualcosa
di grande. Una storia si è conclusa, ma la storia continua.