Intervengono: l'autore Federico Varese, Nando Dalla Chiesa e Ombretta Ingrasci.
In passato si pensava che la criminalità organizzata affondasse le sue
radici, almeno in Italia, in un'entità immateriale, "la cultura del
Meridione", e si immaginava che il soggiorno obbligato al Nord sarebbe
bastato a redimere i mafiosi. Non era vero. In presenza di una
combinazione di fattori economici e sociali qualunque zona si è rivelata
a rischio (come dimostra il caso della 'ndrangheta a Bardonecchia, nel
"civile" Piemonte). E una volta che un territorio viene minacciato dalla
violenza mafiosa, la politica diventa decisiva, al Sud come al Nord. Il
trapianto delle mafie, con la globalizzazione, è in forte espansione in
tutto il mondo ed è proprio la struttura socioeconomica dei paesi in
forte sviluppo, quando non siano governati da organi legittimi, che può
favorire l'infiltrazione vincente delle mafie nei territori. Oppure al
contrario, talvolta, la loro espulsione. Nel mondo globale le mafie sono
appunto sempre più in movimento, ma non sono invincibili. Bisogna
osservarle da vicino, ricostruire il loro operato, come fa il
criminologo Federico Varese (sia con la 'ndrangheta o con le mafie
cinesi o ancora con la Solncevo russa), traendo dalle storie dei loro
successi e, tanto più, dei loro insuccessi, lezioni davvero cruciali.