|
Con la prima guerra mondiale la produzione editoriale subisce un rallentamento anche a causa dei diminuiti scambi con l'estero.
Quando Ulrico Hoepli nel 1921 festeggia il mezzo secolo di vita editoriale, la casa editrice è tra le principali in Italia e insostituibile nella diffusione della cultura tecnico-scientifica in un paese modernizzatosi rapidamente, almeno nel Nord. Negli ultimi anni di vita l'ormai anziano patriarca prepara la successione affidando la casa editrice ai nipoti Carlo Hoepli (1879-1972) ed Erardo Aeschlimann (1897-1972), il primo seguirà la parte editoriale, il secondo la libreria antiquaria, una delle maggiori nell'Europa dell'epoca. Di rilievo anche, nel 1930, la donazione alla città di Milano del Planetario che ha sede presso i Giardini di Porta Venezia.
La parte editoriale continua a caratterizzarsi per la produzione tecnico-scientifica a cui si affiancano opere di prestigio come i Tre secoli di vita milanese (1927) di Bertarelli e Monti o la riproduzione del Codice virgiliano dellAmbrosiana appartenuto a Petrarca. Ulrico Hoepli muore nel gennaio del 1935, a 88 anni, rimanendo fino all'ultimo al tavolo di lavoro.
|